Sentirsi bene era facile quando “lei” cantava il blues

Ho sempre creduto che ci sia musica che si sente,musica che si ascolta e poi c’è quella che si vive..si,quella che ti entra dentro,che te la senti battere a ritmo cardiaco..per me quella musica si chiama Janis Joplin

Tralascio di scrivere qui la sua colorata,controversa,ribelle,stonata biografia (per la quale rimando a http://www.ondarock.it/rockedintorni/janisjoplin.ht e ad un libro che si legge d’un fiato “Graffi in paradiso.La vita e i tempi di J.J.” di Echols Alice)

Ascolto la sua voce struggente,sofferta,vigorosamente rauca e viaggio..odoro paesaggi,vedo profumi..la strada scorre,la pioggia cade,la gente parla,si fuma si beve si balla..

Che peccato non averti più,sulla via dal Kuntucky alla Florida..

“And feeling good was easy, Lord, when he sang the blues,Good enough for me and my Bobby McGee”

(Me and Bobby Mc Gee,J.Joplin;Pearls 1971)

Non è una voglia X

Ieri sera,grazie all’invito di una cara amica,sono andata a vedere uno spettacolo teatrale.

Teatro-gioiello nella Roma antica,sala modesta ma accogliente,scenografia essenziale ma completa,la trama:il cambio di sesso,un argomento attuale quasi di “moda” in questi giorni ma ridurlo ad un fenomeno passeggero sarebbe disonesto.Avvincente l’interpretazione in un andirivieni di flashback,cambi temporali,monologhi interiori tra io e sè dove ben riusciva l’empatia tra personaggio e spettatore..l’osmosi emozionale di quel dramma che è il vivere sospesi tra ciò che si è e ciò che si dovrebbe essere.

Uscita da lì riflettevo su quante sovrastrutture la società sin dai suoi albori ci impone,a quanti impulsi dobbiamo abdicare in nome di un ordine sociale,di una morale derivata che alla luce dei fatti reali andrebbe rivisto,impreziosito dalle nuove scoperte,alleggerito da quei fardelli oserei dire quasi medioevali…

Perchè ci sentiamo più crogiolati dall’ipocrisia piuttosto che gratificati dalla verità?perchè non accettare la nostra natura profonda spesso in contrasto con quello che indichiamo come normale ma che normale evidentemente non è se crea disagio,menzogne,sotterfugi,doppie vite?

“..perché Fernanda è proprio una figlia
come una figlia vuol far l’amore
ma Fernandino resiste e vomita
e si contorce dal dolore

e allora il bisturi per seni e fianchi
in una vertigine di anestesia
finché il mio corpo mi rassomigli
sul lungomare di Bahia..”

(F.De Andrè;Princesa)

Alla conquista del conquistato

Mi è capitato di vedere oggi la pubblicità di un noto quotidiano..

Lo spot recita: “Un’informazione di parte crea persone ferme sulle proprie posizioni […]per questo ogni giorno ci battiamo per una informazione completa e indipendente […]”

Per un attimo sono rimasta incredula..non per le parole,condivisibili,alte e inoppugnabili,ma per il fatto di sentire la necessità di passarle in televisione.Penso che la nozione di completezza e indipendenza sia già compresa nel sostantivo “informazione” che contiene nella sua etimologia anche quella di “formazione”.

L’ovvio non è più tale e deve essere ribadito,ciò che dovrebbe essere alla base di un qualsiasi tipo di stampa viene oggi reclamizzato come peculiare di questa o di quella testata giornalistica,quasi fosse un merito o peggio una strenua resistenza per non capitolare sotto i colpi del partitismo.

Mi copre di tristezza il dover pensare come ad una conquista quotidiana quello che è un diritto atavico.

Strani giorni,viviamo strani giorni

Capacità di pensare…

quella che si sta perdendo..non mi propongo di fare niente all’infuori di scrivere quello che i miei sensi percepiscono e la mia mente elabora….

 

Dall’ingenuità possono nascere dei piccoli miracoli, o anche delle grandi stronzate. (F.De Andrè;Torino, Palastampa, 25 marzo 1997)