Non è una voglia X

Ieri sera,grazie all’invito di una cara amica,sono andata a vedere uno spettacolo teatrale.

Teatro-gioiello nella Roma antica,sala modesta ma accogliente,scenografia essenziale ma completa,la trama:il cambio di sesso,un argomento attuale quasi di “moda” in questi giorni ma ridurlo ad un fenomeno passeggero sarebbe disonesto.Avvincente l’interpretazione in un andirivieni di flashback,cambi temporali,monologhi interiori tra io e sè dove ben riusciva l’empatia tra personaggio e spettatore..l’osmosi emozionale di quel dramma che è il vivere sospesi tra ciò che si è e ciò che si dovrebbe essere.

Uscita da lì riflettevo su quante sovrastrutture la società sin dai suoi albori ci impone,a quanti impulsi dobbiamo abdicare in nome di un ordine sociale,di una morale derivata che alla luce dei fatti reali andrebbe rivisto,impreziosito dalle nuove scoperte,alleggerito da quei fardelli oserei dire quasi medioevali…

Perchè ci sentiamo più crogiolati dall’ipocrisia piuttosto che gratificati dalla verità?perchè non accettare la nostra natura profonda spesso in contrasto con quello che indichiamo come normale ma che normale evidentemente non è se crea disagio,menzogne,sotterfugi,doppie vite?

“..perché Fernanda è proprio una figlia
come una figlia vuol far l’amore
ma Fernandino resiste e vomita
e si contorce dal dolore

e allora il bisturi per seni e fianchi
in una vertigine di anestesia
finché il mio corpo mi rassomigli
sul lungomare di Bahia..”

(F.De Andrè;Princesa)

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